Clima impazzito, l’allarme: “Cicoria e finocchi spariranno”

A rischio anche gli animali: gli effetti dei cambiamenti climatici diventano sempre più drammatici

Il clima è letteralmente impazzito e le conseguenze sono drammatiche. Soprattutto per le coltivazioni e gli animali. La Repubblica ha raccolto l’appello di Daniel Palmieri, agricoltore e titolare di Sos Api. “Le api in questo periodo sono in fase di “glomere”: con le fioriture scarse lavorano meno. Con queste temperature ricominciano a lavorare “a pieno regime” e consumano le scorte di miele, finchè si ritrovano senza. A salvarle dalla morte è l’apicoltore: in questi giorni stiamo utilizzando sciroppo liquido e paste solide per fargli fare delle scorte”, ha spiegato l’esperto.

Preoccupazione anche per gli altri animali

Non va meglio agli altri animali. Francesca Manzia della Lipu ha rivelato che “se queste temperature fuori scala dovessero ripresentarsi più volte durante l’inverno ci sarebbero conseguenze per i rettili che abitano l’area metropolitana. Testuggini o lucertole svegliandosi consumerebbero le riserve utili per arrivare fino alla fine del letargo: questo potrebbe alterare i loro cicli biologici”.

Gli effetti devastanti sulle coltivazioni

A causa di questo caldo anomalo nei campi sono ancora disponibili melanzane, peperoni e pomodori, colture tipicamente primaverili ed estive. “Non è mai successo in 80 anni di attività”, ha ammesso un agricoltore. Allo stesso tempo si sono ridotti gli spazi e i tempi delle coltivazioni invernali come i finocchi, i radicchi, le cicorie, che rischiano di scomparire del tutto.

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