Al lavoro da meccanico preferisce la campagna

La storia. Scelta di vita per il ventinovenne Gabriele Longo, diploma di perito all’Iti Buonarroti Oltre a coltivare il vigneto del padre, ha preso in affitto altri tre ettari e punta ad aprire un agriturismo

Tavernaro.È la storia di un giovane che dopo aver conseguito il diploma di perito meccanico all’ITI Buonarroti di Trento, ed aver lavorato per alcuni anni nel settore della meccanica come responsabile della revisione macchine presso un’azienda, un po’ per necessità e un po’ per passione ha scelto di abbandonare il posto di lavoro fisso per inserirsi come collaboratore nell’azienda agricola del padre, a prevalente indirizzo florovivaistico e con una modesta superficie di un ettaro coltivata a viti. Alla domanda del perché di tale scelta, Gabriele Longo, 29enne, risponde: «un po’ per necessità e un po’ per passione». Ma un aspetto determinante è stato quello di non volersi chiudere in un capannone a lavorare. Ma fin da subito, quando è entrato in azienda tre anni fa, si è reso conto che la sua preparazione sul piano professionale agricolo era carente, per questo ha deciso di frequentare il corso biennale delle 600 ore per giovani imprenditori agricoli organizzato dalla Fondazione Mach. «Un corso molto interessante – spiega – indipendentemente dal fatto che sia propedeutico al conseguimento del premio d’insediamento in azienda». Da quest’anno, con il pensionamento del papà, Gabriele è diventato titolare d’azienda e a maggio ha aperto la partita IVA. «Contavo molto sul premio d’insediamento – commenta – ma con la normativa attuale, che prevede che la domanda per l’ottenimento del premio d’insediamento sia presentata entro sei mesi dall’apertura della partita IVA, sono in difficoltà, ma non mollerò di certo». Il problema è che stanno per scadere i sei mesi dall’apertura della partita IVA e non è più uscito, contrariamente alle attese, il bando per presentare la domande. Quindi, se non cambieranno le norme rischia di perdere l’opportunità del premio che sarebbe stata importante in quanto si trova in una fase di avvio.

A fianco dell’ettaro di vigne, di proprietà del papà e situato in collina, ha aggiunto altri tre ettari in affitto che comincerà a coltivare con la prossima campagna agraria, mentre intende abbandonare l’attività florovivaistica piantando nelle serre i piccoli frutti. Nei molti progetti futuri c’è anche quello di trasformare i piccoli frutti in succhi e marmellate per venderli poi nel suo agriturismo (o in alternativa un B&B). I vigneti di Tavernaro sono coltivati a Chardonnay e Riesling e i tre in affitto a Pinot Grigio. Ma Gabriele Longo ha anche un sogno nel cassetto, quello di trasformare la sua casa castello in una dimora accogliente nella quale ospitare coloro che vogliono trascorrere qualche giorno di relax immersi nel verde e nella quiete della collina di Trento. Nei suoi progetti è previsto che potrà realizzare una serie di stanze per realizzare una ventina di posti letto. Piatto forte sarà la prima colazione a base dei prodotti della sua azienda: dai succhi alle conserve ai vini. Il giovane agricoltore punta a mettere in cantina una parte dell’uva per trasformarla in vino che intende poi imbottigliare e vendere con il marchio di “Villa Pruner” in omaggio alla zia che aveva lasciato in eredità l’azienda al papà. «Una zia importante perché fu fra le fondatrici della Facoltà di Sociologia di Trento dove divenne insegnante», ricorda il nipote. Longo pensa di lavorare in proprio il 20% della produzione dell’uva per trasformarla in vino per la vendita diretta ai clienti del suo locale, in quanto questa è la quota autorizzata dalla Cantina sociale di Trento dove conferisce il resto del prodotto.

Alla domanda se è pentito della scelta la risposta è netta: assolutamente no. «Anzi, sono convinto che sto raggiungendo il mio obiettivo di vita e non solo di attività professionale». Longo è un giovane molto attento all’ambiente e in quest’ottica va vista anche la sua linea di difesa nella coltivazione delle viti che pur non essendo certificata biologica è uguale ai biologici: solo rame e zolfo. «Certo – precisa – non è una scelta economica ma una scelta di vita, se vogliamo lasciare un mondo vivibile alle future generazioni». Gabriele è talmente concentrato su tutti i suoi progetti che non riesce a dedicare nessun momento del suo tempo all’impegno nel sociale mentre ha un hobby che pur con tempi molto più ridotti di quando lavorava come dipendente ha conservato è un grande appassionato video giocatore. Anche gli amici lasciati nel suo precedente lavoro sono molto contenti della sua scelta che ritengono la conseguenza naturale della sua passione per la terra, «ma in questi ultimi anni – spiega il giovane – mi sono fatto diversi nuovi amici che mi hanno seguito con simpatia nella mia fase di inserimento in azienda oltre al mio papà».

A Villamontagna vi sono diversi giovani che stanno seguendo la sua scelta. La sua compagna di vita Roberta svolge tutt’altra attività professionale in quanto lavora al reparto di in radiologia all’ospedale ma anche lei è una grande appassionata del verde e della natura.

Tratto da: https://www.giornaletrentino.it

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